Non chiedere una consulenza di business coaching prima di aver letto questo articolo

Giulio Ardenghi

Non è sempre vero che un uomo di successo deve prendere decisioni rapide, soprattutto quando sono a rischio la sua attività, la qualità della sua vita e di quella dei suoi famigliari e collaboratori.

Ecco perché è importantissimo saper scegliere il business coach che porti risultati (anche) superiori alle aspettative.

Ecco perché ho deciso di darti consigli pratici, introvabili, frutto della mia lunga esperienza come manager in diversi tipi di aziende prima, e come business coach dopo.

Leggi questo articolo con calma, è il primo fondamentale passo salva-business, salva-soldi, salva-tempo (e salva-salute).

Le consulenze di business coaching sono sempre più richiesti dalle aziende moderne, ma in molti casi si rivelano una perdita di tempo per tutti.

Ti spiego come fare una scelta attenta e adatta alle tue esigenze per ottenere risultati molto positivi e non perdere tempo.

Mi sono imbattuto recentemente in un articolo su Forbes che critica aspramente la maggior parte degli interventi di business coaching perché non utilizzati nel modo corretto.

Condivido al 100% quanto riportato nell’articolo, che puoi leggere in lingua originale al link qui sotto, :

Why (Most) Business Coaching Is A Waste Of Time

[Perché (la maggior parte) del Business Coaching è una perdita di tempo]

Ed ecco perché:

  1. molte consulenze di business coaching si occupano delle emozioni, delle convinzioni, delle mappe mentali e dimenticano che il business coaching efficace implementa pratiche di successo, strategie e piani d’azione volte a fare crescere il business.
  2. Invece di focalizzarsi sullo sviluppo, l’R&D, il marketing, le vendite, la supply chain , network e information security, il servizio al cliente dei prodotti e servizi che interessano ai clienti, molti corsi e interventi di business coaching sono pseudo-psicologici (ma soprattutto astratti).
  3. Molti business coach improvvisati non hanno mai lavorato in aziende come manager, non conoscono le dinamiche palesi e nascoste delle aziende, non annusano dove sta il vero potere negli organigrammi, ma fanno grande sfoggio di alcune nozioni apprese con brevi corsi di PNL.
    L’aspetto che mi fa sorridere è che per loro “fare domande potenti” al cliente è più importante che dare “risposte pertinenti e abilitanti” alle domande del cliente stesso.
  4. Sovente incontro sedicenti business coach che non sanno nemmeno leggere e interpretare un conto economico. Il MOL (margine operativo lordo) è un parametro ignoto. La loro attenzione ai margini è inesistente. La conoscenza diretta, per avere lavorato come manager in varie aziende, è assente. Non parliamo poi di pratiche per la gestione della multicanalità e della forza vendita, della vitale importanza d’innovare, inventare, creare prodotti e servizi che colgano le esigenze del clienti. Poco conoscono delle tecniche di segmentazione moderne del parco clienti (data mining), mobile development e del marketing integrato.
    Ancora fanno confusione fra venditori diretti e agenti multimandatari. Confusione che aumenta man mano ci si addentra in aspetti operativi come la scelta di collaboratori capaci e affidabili.
  5. Il business coaching efficace ha la capacità di trasformare il tuo business, ma è triste dirlo, molte sessioni di business coaching si trasformano in sedute pseudo-terapeutiche per l’imprenditore che, invece,  è alle prese con gli insoluti, rimanenze di magazzino, promozioni di vendita, apertura di nuovi canali…
    Il panico cresce quando un imprenditore chiede aiuto per trasformare il proprio business in O2O, ovvero da solo off line ad anche on line. Qui ne vedo di tutti i colori. Errori che non tengono conto delle competenze in azienda, delle pratiche usate, dei costi, dei tempi di realizzazione, degli strumenti da usare. E’ tutta un’altra cultura che richiede cambiamenti radicali di competenze, procedure, strumenti con conseguenti ridefinizioni dei rapporti di potere. Ma un bel questionario i fuffa-business coach te lo rifilano di sicuro per scoprire ciò che sai già.
  6. Secondo l’ICF (International Coaching Federation) nel 2016 i coach erano 500 ca. (non ci credo, per niente!). Secondo me e secondo Google sono molti, ma molti di più. Quindi, come fai a sapere chi è un vero professionista che possa dimostrarti, risultati alla mano, che ha veramente fatto la differenza nel migliorare un business?
La pseudo-psicologia fa male al business

La pseudo-psicologia degli pseudo-business coach provoca danni

Ecco a cosa devi prestare attenzione nel momento della selezione e scelta del tuo business coach efficace:

  • Controlla attentamente le testimonianze
  • Scopri, analizzando i contenuti, cosa dicono tuoi colleghi. Vai sotto la superficie, l’apparenza.
  • Trova più informazioni possibili e ascolta ciò che dicono gli ex clienti. Questi ultimi parlano del feeling instauratosi o dei risultati concreti che il business coach ha aiutato a raggiungere?
    Può darsi che il tuo business coach ti sia simpatico, meglio, ma anche inefficace.
fare valutazioni superficiali è come guardare la punta di un iceberg

Attenzione alle analisi superficiali. Non prendere decisioni guardando solo la punta dell’iceberg

 

Molto spesso i compiti che assegni al business coach sono duri se non ha mai fatto crescere un business vero (oltre ai suoi propri corsi), così ciò che ti dice è teorico (se non improvvisato) e magari non ha la minima idea di come impostare un ufficio acquisti, un ufficio export, un lavoro operativo di team sullo sviluppo nuovi prodotti, di scelta di collaboratori capaci e affidabili.

Egli ti dirà tutto su come teoricamente si gestisce un team. Ma lui/lei ha mai lavorato in un gruppo di lavoro interfunzionale/internazionale in azienda?

Attento poi alle proposte di collaborazione che promettono mari e monti, che appaiono irrealistici, che ti garantiscono risultati stellari. Diffida delle esagerazioni.

Il business coach ha i piedi per terra, anzi i piedi nudi nelle zolle di terra.

E’ un pragmatico col cervello allenato a far fronte ad eventi inaspettati, come capita in ogni impresa.

Se fin qui ho parlato di hard skill (competenze specialistiche), va da sé che le sorelle soft skill (competenze di relazione) sono vitali nella gestione di un’azienda, grande o piccola che sia.
Prendiamo la tanto marketizzata Leadership.

Digitando in Google “corsi sulla leadership” appaiono 4.940.000 pagine!

Ci sono più “esperti” di leadership che leader. Esperti teorici. Perché molti business coach non hanno mai ricoperto posizioni apicali in azienda dove esercitare in pratica una leadership audace ed efficace.

Al contrario, chi si occupa di business coaching efficace potrà dimostrarti che i gradi se li è conquistati sul campo.

Magari come responsabile di una filiale all’estero o come responsabile di stabilimenti o come responsabile della comunicazione off line (P.R., pubblicità, fiere, convention, rapporti con la stampa, relazioni istituzionali, pubblicazioni bilancio verde, divise, cataloghi, ecc.)  e on line (tutte le attività che passano dal web).

In questo campo tutti vogliono fare i maestri.

  • Ma quanti business coach hanno gestito budget pubblicitari milionari?
  • Quanti hanno lanciato brand o prodotti/servizi nuovi in Italia e all’estero?
  • Quanti hanno usato l’above e il below the line?
  • Quanti conoscono i social media e i processi per ottenere risultati?
  • Quanti misurano il ROI (Ritorno sull’Investimento) dei risultati?

Il business coach efficace non è un tuttologo.

Si è formato in azienda, ha fatto la gavetta, magari come venditore o tecnico o analista di marketing o nell’R&D (Ricerca e Sviluppo) e nel servizio clienti, negli acquisti, nella logistica. Per poi raggiungere posizioni di vertice in cui, da manager, ha guidato più settori.

Chi non è mai entrato in contatto col cliente non può proporti un programma per la forza vendita o per le assistenti all’acquisto nel retail (vendita al dettaglio).

Tu ti faresti operare da un chirurgo che sa tutto sull’ernia inguinale, ma non ha mai praticato un intervento chirurgico?

Il business coaching efficace non è per tutti.

Vale per quei professionisti di successo che desiderano mettere le proprie pratiche, acquisite nel tempo e costantemente aggiornate, a servizio delle aziende che rilevano dei deficit di competenza (hard o soft) o che vogliono razionalizzare il loro approccio al mercato o superare la concorrenza divenendo più creative, innovative, aggressive, audaci con un controllo costante dell’avanzamento lavori.

Quindi diventare più prospere e resilienti.

Conoscere le migliori pratiche operative e come portare l’azienda, sempre in strettissimo rapporto col cliente, ad applicarle, adattandole alla realtà che ci si trova ad affrontare richiede una ricerca continua nel mondo di ciò che funziona e di ciò che non è efficace.

Il cliente che cerca un business coach deve entusiasmarlo sul proprio progetto, deve essere esigente, deve spremerlo perché è un investimento di valore.

Il business coach tramite il proprio cliente porta il DNA della crescita all’interno dell’azienda, valutando, con metodo, fattibilità, tempi, competenze, costi e risultati attesi.

Tra il cliente e il business coach che funziona deve nascere un’alleanza forte, ed etica, con confronti e stimoli da entrambe le parti.

Il cliente all’inizio potrebbe trovarsi un po’ disorientato, ma il compito del business coach è assicurargli una road map da discutere e condividere, ritagliata sulle potenzialità dell’azienda e farne seguire azioni coerenti, misurandone i risultati con metodo.

Non chiedere a chi è specialista di business coaching di farti camminare sui carboni ardenti.

Chiedigli di affiancarti su progetti veri, concreti, complessi, atti allo sviluppo della managerialità nella tua azienda e al raggiungimento di obiettivi misurabili.

La leadership si apprende lavorando su progetti veri, non in aula, con chi  ti affianca e condivide sia cosa, che come fare, attingendo dalle best practice (dalla sua esperienza, di settore o di altre aree).

Si arriva solo così a un’ auto-leadership consapevole per raggiungere i propri obiettivi

Entusiasmo, positività, energia, forte drive, captare prima degli altri i cambiamenti tecnologici, le tendenze di mercato, i cambiamenti socio-culturali sono i presupposti per formulare una vision esponenziale e per implementarla.

L’esperienza e la personalità del business coach efficace con la tua essenziale determinazione al cambiamento fanno la differenza.

Mi immagino già una critica da parte degli pseudo business coach:”Ma al centro di tutto ci sta l’uomo”. Logico. Con chi pensano che lavori un business coach? Con umanoidi? Robot? Collabora con imprenditori, manager e professionisti, uomini e donne.

Ammiro, come te, gli imprenditori che creano lavoro, spingono la crescita esponenziale, sono ottimisti, audaci e hanno grinta, gusto e genialità.

Quando sei pronto cercami. Io ci sono.

Se desideri maggiori informazioni o un preventivo, chiamami senza impegno, oppure usa il modulo contatto (intanto, ti consiglio caldamente di iscriverti alla mia newsletter).

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